Tommaso, apostolo dell'India

Il 3 Luglio ricorre la festa patronale della nostra Chiesa, Chiesa Cattolica Liberale Mar Thoma. In questo giorno, in cui si fa memoria di Tommaso Apostolo (Mar Thoma, appunto), sono a proporre alcune letture, che tra storia e mito ci aiutano a meditare sulla figura di Tommaso come anello di congiunzione tra diverse manifestazioni di quella stessa Tradizione (lettera T volutamente maiuscola) che nutre ogni forma religiosa, presente o passata che sia, apparsa sul nostro globo terracqueo.

Secondo la tradizione, Tommaso, il cui nome significa "gemello", dopo la Pentecoste fu inviato in India ad annunciare il Vangelo di Cristo, dove, secondo ulteriori fonti tradizionali/miti costitutivi, storie tramandate da popolazioni locali e mistici itineranti, si narra lo stesso Gesù Cristo abbia soggiornato nei cosiddetti "anni perduti", ossia gli anni della vita di Gesù omessi nei Vangeli canonici. Queste fonti non vanno mai prese per il loro valore scientifico, dato che rimangono al di fuori (giustamente, viste le regole del gioco del mondo accademico) di ciò che comunemente consideriamo "scienza". Possono, e devono, essere presi per il loro potenziale valore spirituale e simbolico, per lo meno come "miti istitutivi" di una particolare corrente di pensiero o come rappresentativi di verità più grandi, indici puntati verso la Luna (sta a noi non limitarci a fissare l'indice). Come ci ricorda Raimon Panikkar nel suo libro “Il Cristo sconosciuto dell’induismo”, "la storia non è l’unico criterio di realtà. Il Cristo storico è il Cristo reale ma Cristo non è esclusivamente un personaggio storico. Gesù di Nazareth è un personaggio storico, ma la sua realtà non si riduce alla storia. La realtà storica di Cristo non esaurisce l’intera realtà di Cristo".

Secondo l'Abate George Burke, Vescovo Cattolico Liberale fondatore di un Ashram (Life in the Spirit Monastery negli USA), dove si predica e pratica una interessante sintesi tra cattolicesimo e induismo, nella sua versione non-duale, Tommaso fu scelto per la missione in India per via della sua somiglianza fisica con Gesù, già noto in quelle terre. Burke racconta che secondo le tradizioni delle comunità locali in India, una prima missione dell'Apostolo fu interrotta dall'imminente dormizione di Maria che lo costrinse a tornare in Occidente. Qui la Vergine consegnò a Tommaso un lembo della sua cintura, che il nostro portò con sé nella sua seconda missione a oriente. La reliquia divenne il tesoro più prezioso dei tesori dei suoi discepoli, i cui discendenti col tempo presero il nome di "cristiani di San Tommaso". La reliquia pare tuttora richiamare non solo cristiani, ma anche induisti e musulmani in una comune adorazione e che questi eventi inter-spirituali si tengano per lo più di sabato, giornata che nell'induismo è dedicata all'aspetto femminile-materno di Dio (Mahashakti).

Sul tema della missione apostolica di Tommaso e dell’esistenza di un cristianesimo tommasino abbiamo diverse evidenze, dirette (come ad esempio l'esistenza di dialetto derivante dall’aramaico parlato nell’India del Sud) o anche indirette (es. la testimonianza di Marco Polo o dei navigatori portoghesi ai tempi di Vasco de Gama, stupiti dalla presenza di cristiani nel subcontinente indiano). I cristiani di San Tommaso fanno risalire la propria tradizione al 52 d.C., una tradizione che può sicuramente vantare diverse connessioni con il cristianesimo delle origini. Quanto la storia e le varie dominazioni abbiano contribuito a cancellare o nascondere non ci è dato sapere, ma che la Chiesa Romana prima e le missioni protestanti poi, abbiano voluto eliminare documenti attestanti la tradizione di Tommaso, un cristianesimo pre-esistente alle diverse missioni "evangelizzatrici" partite dall'Europa, è un argomento che trovo molto convincente.


L'arrivo di San Tommaso in India
Fonte: deccanchronicle.com


Qualche lettura per ricordare Tommaso (Mar Thoma), Apostolo dell'India.

Da "Il Cristo dell'India" di George Burke.

"Per i cristiani appartenenti alla tradizione di San Tommaso vi è un solo obiettivo: la realizzazione e la manifestazione del Cristo interiore. Gesù di Nazareth è venuto sulla terra per rivelare che la natura di Cristo è insita in ogni essere umano. È da qui che deriva la nostra Salvezza. Come disse San Paolo: "Cristo in voi, speranza della gloria". Questo Cristo interiore, tuttavia, deve essere risvegliato e sviluppato fino alla perfezione. Ciò si realizza attraverso i sacramenti e attraverso la pratica della meditazione. All'inizio del suo Vangelo, San Giovanni scrive: "A quanti l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio" (Giovanni 1:12). "In ogni cosa Egli fu fatto simile ai suoi fratelli" (Ebrei 2,17). Gesù è diventato come noi in ogni cosa, e attraverso i sacramenti e la meditazione ci è possibile "crescere in ogni cosa in Cristo" (Efesini 4:15), diventando come San Tommaso un "gemello"  del Signore. Perché questo è ciò che significa essere un cristiano di San Tommaso. Lasciamo che la coscienza di Cristo compenetri la nostra e che questa la assimili".


Dagli "Atti di Tommaso", apocrifo del Nuovo Testamento.

Mentre Giuda [Tommaso] andava predicando attraverso l'India si recò da lui il generale di un re e gli disse: "Ti prego, servo di Dio, di considerare che sono venuto personalmente da te, che sei apostolo di Dio mandato per guarire gli uomini che hanno bisogno di aiuto, dato loro dalle tue mani! Ho sentito, a tuo riguardo, che non ricevi mercede da alcuno per te, ma la passi ai poveri; se tu, infatti, accettassi qualcosa ti avrei mandato una grande somma di denaro e non mi sarei presentato qui personalmente, giacché il re non fa nulla senza di me. Io vivo nell'abbondanza e sono ricco, sono uno dei grandi di tutta l'India; non ho mai fatto un torto ad alcuno, e tuttavia mi è capitato il contrario di quello che merito. Io ho una moglie dalla quale ebbi una figlia; le voglio molto bene, come insegna la natura, e non conosco altra donna che lei. Ora avvenne che nella nostra città ebbe luogo un matrimonio e i contraenti erano miei grandi amici; vennero, dunque, da me, pregandomi di permettere che invitassero alla festa sia lei che la figlia. Siccome si trattava di amici io non potei trovare alcuna scusa e, pur contro la sua volontà, la mandai accompagnata da molti servi per lei e per la figlia feci una grande ostentazione di ricchezza.

Giunto il momento dell'arrivo, le mandai incontro lanterne e torce; io stesso me ne stavo sulla strada nell'attesa che arrivasse, per poterla vedere e accogliere lei e la figlia. E mentre me ne stavo là, udii un grido di lamentazione e di pianto: alle mie orecchie giungeva, dalla bocca di tutti: "Ahimè per lei, ahimè!". Vennero poi da me i miei servi, con le vesti strappate, per annunziarmi quanto era accaduto, dicendomi: "Abbiamo visto un uomo e con lui un ragazzo che gli assomigliava; l'uomo pose la mano su tua moglie e il ragazzo su tua figlia. Esse cercarono di sfuggire loro e noi li colpimmo con le spade, ma le nostre spade caddero al suolo; ed in quel momento esse caddero a terra digrignando i denti e sbattendo la testa per terra. [...]

Udite tali cose dal generale, l'apostolo restò molto triste e gli disse: "Se tu credi che il mio Signore Gesù Cristo le può risanare, tu le vedrai guarite". A queste parole, il generale gli rispose: "Io credo che tu puoi risanarle". L'apostolo gli disse: "Io non sono Gesù, ma suo servo e apostolo. Affidati a lui ed egli le guarirà e le aiuterà". Il generale rispose: "Mostrami come lo posso invocare e come posso credere in lui!". "Per quanto ti è possibile" rispose l'apostolo "volgi in alto la tua mente, giacché egli ora non è visibile agli occhi corporei, ma per mezzo della fede lo si riconosce nelle sue opere ed è glorificato dalle guarigioni che opera". Il generale innalzò allora la sua voce e disse: "Io credo in te, Gesù Cristo, Dio vivo, Figlio del Vivente, che sei divenuto uomo, che sei apparso come medico, come datore di vita e come Salvatore per tutti gli uomini che veramente si convertono a te. Sì, Signore, ti supplico e prego, aiuta la mia poca fede e il mio timore, poiché mi rifugio in te". L'apostolo ordinò al diacono Santippo di adunare tutti i fratelli che erano là; e quando furono tutti insieme, l'apostolo si pose in mezzo a loro e disse:  "Figli miei, fratelli e sorelle in nostro Signore Gesù, restate in questa fede e abbiate fiducia nel Signore nostro Gesù Cristo che vi ho annunziato; ponete in lui la vostra speranza ed egli vi custodirà; non staccatevi da lui poiché egli non vi abbandonerà. Se accade che vi addormentiate di quel sonno che fa sì che l'uomo che dorme non sia più lui, egli non dormirà, ma sarà sveglio e vi custodirà. Se sarete in mare su di una nave, dove nessuno è capace di aiutare il compagno, egli camminerà sulle onde del mare e sosterrà la vostra nave. [...]

Pregò a lungo con loro, li affidò a nostro Signore e disse: "Signore di ogni genere di creature che ti aspettano, Dio di tutti gli spiriti che sperano in te, tu che liberi dall'errore i tuoi esseri umani, e redimi dalla corruzione e dalla schiavitù quanti ti sono obbedienti e vengono al tuo luogo di rifugio, resta tu con il gregge di Santippo, ungi il suo gregge con l'olio di vita, purificalo dalla sua infermità, custodiscilo dai lupi e dai ladroni sicché non possano strapparlo dalle sue mani". Impose loro le mani e disse: "La pace del Signore sia con voi e vi accompagni!".


Dal Vangelo di Tommaso.

Gesù ha detto: “Il fariseo e lo scriba hanno rubato la chiave della conoscenza e l’hanno sotterrata. Cosi non solamente non sono entrati, ma non hanno lasciato entrare quelli che volevano. Perciò voi siate prudenti come le serpi e puri come le colombe.”

 


Santuario di San Tommaso, Kerala (India)
Fonte: Aleteia.org

Giovanni+

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